venerdì 11 gennaio 2019

Rivoluzione


La malattia di cui oggi soffre gran parte dell’umanità è inafferrabile, non definibile. Tutti si sentono più o meno tristi, sfruttati, depressi, ma non hanno un obbiettivo contro cui riversare la propria rabbia o a cui rivolgere la propria speranza. Un tempo il potere da cui uno si sentiva oppresso aveva sedi, simboli, e la rivolta si dirigeva contro quelli. […] Ma oggi? Dov’è il centro del potere che immiserisce le nostre vite? Bisogna forse accettare una volta per tutte che quel centro è dentro di noi e che solo una grande rivoluzione interiore può cambiare le cose, visto che tutte le rivoluzioni fatte fuori non han cambiato granché. 
Da Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani

11 commenti:

  1. Ne ho parlato spesso. Il Potere è viscido, inafferrabile.
    Tutti ne hanno. Il ministro, l'industriale, l'impiegato della posta, il ladro, il giudice e il banchiere. L'immagine televisiva, il libro che finge di non avere scopo, la musica ripetuta fino all'ossessione, il disco o il vestito amato dai ragazzi di quindici anni.
    Il Potere non ha un volto riconoscibile: è anonimo, vuoto, gelatinoso, vischioso, e aderisce a coloro che lo desiderano e anche a coloro che non lo amano.
    Se tutti hanno potere, nessuno lo afferra. Così è lui che ci possiede, senza che noi lo sappiamo.
    Poche epoche come la nostra sono state così schiave della soggezione e del fascino del potere.

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    1. Ricopio il commento che ti ho scritto sul tuo blog, perchè abbiamo trattato entrambi lo stesso argomento.

      Chi esercita il potere è a sua volta sottomesso ad un altro potere ed allora?
      Personalmente comincio a pensare che Terzani abbia ragione, quando afferma: "Dov’è il centro del potere che immiserisce le nostre vite? Bisogna forse accettare una volta per tutte che quel centro è dentro di noi e che solo una grande rivoluzione interiore può cambiare le cose, visto che tutte le rivoluzioni fatte fuori non han cambiato granché." E' necessario iniziare da noi stessi a liberarci dalle nostre paure, dalla nostra ignoranza, rielaborare un altro modo di vita, di pensiero. E' un pò come quando si afferma di volere la pace nel mondo...come si può volerla se non siamo, a priori, noi in pace con noi stessi?
      Abbraccio siempre

      Aggiungo che io non vedo altra via di uscita.

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  2. Cara Farfalla, io non farò un lungo commento, non ne sarei capace di dire cosa ne penso, credo che tutti non siano contenti della proprio esistenza, anno trovato tutto fatto. Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Hai ragione. C'è in giro un malcontento tangibile eppure non riusciamo ad uscirne fuori. Ricambio l'abbraccio e il sorriso di cuore. A presto amico mio...

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  3. Cancella il doppione.
    Perché la moderazione?

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    1. Cancellato! E ho tolto anche la moderazione, sperando in bene...Ho lasciato l'opzione di commento solo a chi è iscritto a Google. Vado più sul sicuro.

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    2. Meglio rimetterla. È più certa la tranquillità. Ciao

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    1. E te pareva strano, ma tanto tanto strano 😂😂😂

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  5. certo certissimo mia cara, condivido perfettamente, solo la nostra interiorità può salvarci o cambiare le cose..a cosa potremmo aggrapparci ora? difficile a dirsi..
    Un abbraccio serale

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    1. Cara mi fai una domanda molto difficile. Io rispondo aggrapparci alla speranza. Speranza in un mondo meno violento, meno affaristico, meno volgare. Speranza di pace, di salute, di serenità. Quanta speranza chiedo vero? Eppure io ci credo ancora nonostante tutta.
      Ma dobbiamo iniziare da noi, da dentro di noi, altrimenti per la speranza non c'è possibilità. C'è davvero il nulla. Baciobacio siempre per te.

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