giovedì 21 marzo 2019

Poteri

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Il terzo potere è quello della presenza mentale. La presenza mentale, o consapevolezza, è l’energia che ci rende consapevoli di ciò che accade nel momento presente, quando abbiamo questa energia siamo pienamente presenti, pienamente vivi, viviamo a fondo ogni attimo della vita quotidiana, Che tu stia cucinando, mangiando, lavando per te è il momento di generare l’energia della consapevolezza. […] Dimorando nel momento presente, non più trascinati dai nostri rimpianti per il passato o dalle preoccupazioni per il futuro, entriamo in contatto con le meraviglie della vita, e allora ogni passo che facciamo alimenta la nostra felicità. Se siamo poi consapevoli non ci tocca poi rimpiangere il modo in cui abbiamo vissuto: la consapevolezza ci aiuta a cogliere la presenza delle persone care e a restare in contatto con loro; è l’energia che ci permette di tornare a noi stessi, di essere vivi e davvero felici.

La consapevolezza genera il quarto potere, quello della concentrazione. Quando bevi il tè, bevi il tè e basta. Goditi il tè che stai bevendo: per favore, non bere la tua sofferenza, la tua disperazione, i tuoi progetti. Questo è molto importante, altrimenti non riesci a nutrirti. […] la concentrazione ci può aiutare a osservare a fondo la natura della realtà, facendoci raggiungere quel tipo di visione profonda che è in grado di liberarci dalla sofferenza. Ci sono tanti generi di concentrazione che possiamo coltivare. La concentrazione sull’impermanenza ci rende consapevoli che ogni cosa è in costante cambiamento…

La scintilla del risveglio (Lo zen e l’arte del potere) – Thich Nhat Hanh – Oscar Mondadori

Mia riflessione.
Leggendo le ultime righe, mi sono accorta che, in alcune cose svolte nella mia quotidianità, non metto la dovuta concentrazione. Banalmente potrei portare l'esempio del caffè del mattino. Quanti di noi lo preparano con consapevolezza? Un pò perchè assonnati, un pò perchè è un'abitudine, il tutto si svolge in modo direi automatico. Almeno io...

lunedì 18 marzo 2019

Un pò di poesia...


Solo et pensoso i più deserti campi vo mesurando a passi tardi e lenti, e gli occhi porto per fuggire intenti ove vestigio uman l'arena stampi. Altro schermo non trovo che mi scampi dal manifesto accorger de le genti; perché ne gliatti d'alegrezza spenti di fuor si legge com'io dentro avampi: sì ch'io mi credo omai che monti e piagge e fiumi e selve sappian di che tempre sia la mia vita, ch'è celata altrui. Ma pur sì aspre vie né sì selvagge cercar non so ch'Amore non venga sempre ragionando con meco, et io co llui. (Petrarca)

La vita è davvero strana. Quando ero giovane detestavo studiare Dante, Petrarca...Oggi, che sono vecchia li vado rileggendo e li scopro tanto vicini a me.
Allora mi viene un dubbio: o sono io che sono invecchiata e quindi sono maturata (???) oppure era l'insegnante di italiano incapace a farmeli amare. 

giovedì 14 marzo 2019

Poteri

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Nel buddismo si parla di cinque poteri, cinque tipi di energia: fede, diligenza, consapevolezza, concentrazione e visione profonda. […]

La prima fonte di energia è la fede. Quando si ha dentro l’energia della fede si è forte. La parola fede può essere tradotta meglio con fiducia, affidamento.[…]
Fede significa avere un sentiero che conduce alla libertà, alla liberazione e alla trasformazione delle afflizioni: se avete visto il sentiero, se avete un sentiero da percorrere, avete un certo potere […]
Quel potere non ti distrugge, né distrugge le persone che hai intorno, al contrario, ti dà forza ed energia, egli altri se ne accorgono. Quando si ha fede. Gli occhi diventano brillanti e i passi fiduciosi: quello è il potere. Puoi generare questo tipo di potere in ogni momento della tua vita quotidiana, e ti renderà felice.

Il secondo genere di potere è la diligenza. Se sei capace di tornare al tuo “io” migliore e più alto, devi poi sostenere questa pratica nel tempo. Non permetterti di essere distratto e di dimenticare di praticare. Pratica regolarmente, tutti i giorni, con il sostegno della sua famiglia, degli amici e della comunità: questa è la diligenza. Se pratichi ogni giorno la meditazione seduta, la meditazione camminata e la consapevolezza del respiro, se ogni giorno mangi in consapevolezza, la tua pratica verrà alimentata di continuo, con costanza, questa è la seconda fonte di potere. Sei capace di praticare la presenza mentale, ma la tua motivazione non deve essere dimostrare di esserne capace: il punto è praticare per il proprio benessere e per il proprio piacere. Pratichi e basta, e lo fai tutti i giorni.

La scintilla del risveglio (Lo zen e l’arte del potere) – Thich Nhat Hanh – Oscar Mondadori

lunedì 11 marzo 2019

Il potere

Quante occasioni e quante opportunità, in cui semplicemente ogni giorno, papà ha fatto la sua scelta. E’ stata la sola onestà a fargli tenere dritta la barra della propria condotta? E’ stato solo il senso del dovere a impedirgli un compromesso, anche con se stesso? E’ stata la fedeltà , l’obbedienza alle leggi e allo stato?
Io penso di no, credo che mio padre lasci , più di ogni altro esempio, quello di un uomo capace di affermare la propria libertà. Con se stesso, rimanendo coerente al proprio pensiero, alle proprie convinzioni. Con gli altri, quando ha respinto blandizie e ricatti senza neanche cercare protezioni “politiche”, nella consapevolezza che anche quelle potevano avere un prezzo. E’ stato libero nel senso più completo del termine, quello che include la consapevolezza del proprio ruolo. Non istituzionale, di commissario liquidatore, ma di uomo, di marito, di padre, di cittadino.

Il mondo, in una certa misura, va nella direzione, in cui vogliamo che vada (anche nella subordinata forma del “permettiamo”). Ciascuno di noi è responsabile per qualche grado di questa direzione, secondo l’inclinazione che attraversa la nostra quotidianità e che possiamo cambiare con le nostre scelte e il nostro agire. Nelle piccole e nelle grandi cose: nell’accettare di non fare o di non prendere una fattura, di chiedere o di non chiedere un permesso che una norma impone, di rispettare o meno i diritti del nostro prossimo, e per esempio di delegare ad altri le scelte che dovrebbero impegnarci.
Questo è il potere che ha ciascuno di noi.



Umberto Ambrosoli – Qualunque cosa accada – Sironi editore.

venerdì 8 marzo 2019

Giovanni XXIII

20f9d-1360-3 Nel 1959 Giovanni XXIII si rivolse, per radio, ai capi delle nazioni dei due emisferi, dicendo:
"Che cosa vi chiedono i vostri popoli? Di che cosa vi supplicano? Non chiedono quei mostruosi ordigni bellici, scoperti nel nostro tempo, che possono causare stragi fratricide e universale eccidio, ma la pace, quella in virtù della quale l'umana famiglia può liberamente vivere, fiorire e prosperare; vogliono giustizia, che finalmente componga i reciproci diritti e doveri delle classi in equa soluzione; chiedono, finalmente, tranquillità e concordia, dalle quali soltanto può sorgere una era prosperità!
Nella pace, infatti, purché sia fondata sui legittimi diritti di ciascuno e alimentata dalla carità fraterna, si sviluppano le arti e la cultura, le energie di tutti si uniscono in operose virtù, crescono le ricchezze pubbliche e private".